Così vanno le cose. Così devono andare. Esco in una delle vie più pulciose della città per portarmi a spasso con il cane. Leggo manuali di sopravvivenza urbana. Leggo “La felicità terrena” di Giulio Mozzi. Elaboro teorie complicate che permettano all’umanità di sbancare il jackpot del superenalotto. Come a dire, il 17 è uscito quattro volte in un anno come numero Superstar. A breve su Musicaos.it qualche racconto interessante, uno di Federico Ligotti insieme a altri giunti in redazione. Un articolo filosofico in arrivo dalla Grecia. “Uccidiamo la luna a marechiaro” (Donzelli) è un saggio interessantissimo scritto da Daniela Carmosino a margine di un convegno avvenuto qualche anno fa (Notizie dal Sud. La nuova narrativa meridionale. Campobasso, 23-25 ottobre 2003). Il libro è allo stesso tempo un sunto di cronaca ‘a braccio’ – meglio sarebbe dire ‘a bobina’ – e anche un vademecum di ciò che si è agitato nella recente produzione letteraria da parte di autori provenienti dal sud della penisola. La prima domanda è naturale, che cosa può intendersi oggi come ‘autore del sud?’. Che cos’è un autore meridionale? Daniela Carmosino contribuisce non poco a delineare un profilo a partire dalle persone e dalle opere, per quanto riguarda autori che hanno iniziato a pubblicare negli anni novanta. Il suo sguardo si spinge fino ai giorni nostri (Valeria Parrella, Roberto Saviano) mettendo in raccordo due mondi che a mio parere sono vicini idealmente anche se non vicinissimi dal punto di vista delle premesse narrative o dei risultati [continua…]
Archivi categoria: News
Salento International Film Festival 09. Comune cercasi.
Può sembrare una provocazione il contenuto del primo articolo della newsletter del SIFF09 (Salento International Film Festival) che si terrà, a questo punto è giusto dire (forse) a Tricase, firmato dal direttore artistico Gigi Campanile. Incollo qui sotto. In realtà la provocazione nasconde un quesito sul metodo che può essere trasportato ad altri eventi, come ad esempio il Premio Barocco. La domanda è quanto deve un comune, una terra, in un certo senso un luogo a un evento culturale? Molto spesso ci si dimentica che dietro all’evento ci sono persone, le stesse che fanno parte di un’amministrazione. Entrambi i gruppi dovrebbero seguire l’interesse più ampio di coloro che, sul territorio dell’evento, vivono. Gli amministratori fanno l’interesse degli abitanti, anche di coloro che pur infischiandosene di cinema a loro modo hanno un beneficio economico dalla ricaduta dell’evento sul luogo. Gli organizzatori dell’evento hanno creato una ‘macchina’ che funziona, attira e muove capitali, grazie al luogo favorevole e – ormai – a prescindere dallo stesso. È auspicabile un punto di accordo/raccordo per una realtà che, dati alla mano, non ha nulla da invidiare ad altri Festival. Il Festival che non fa pagare il biglietto all’ingresso adesso chiede il conto. Il Comune è all’altezza?
§

A poco più di un mese dall’apertura della 6° Edizione del Salento International Film Festival e a nove mesi dalla prima stesura di un protocollo d’intesa tra il SIFF e la nuova amministrazione comunale di Tricase, tesa a ufficializzare il rapporto reciproco e a mettere le basi per una crescita futura, ci ritroviamo con un nulla di fatto. Nove mesi d’incontri, discussioni, revisioni e promesse eppur ci ritroviamo a pochi giorni dall’inizio della manifestazione senza un impegno da parte dell’amministrazione per l’edizione del 2009 e/o future.
Questo mi porta a dedurre che la nuova amministrazione non crede nell’evento sufficientemente da investire nella sua crescita. Voglio portare alla tua attenzione l’impatto dell’evento sul Comune di Tricase e sul territorio sin dalla sua prima edizione: 7500 film iscritti provenienti da 64 paesi diversi, 8 premi oscar partecipanti, 88 registi, 29 produttori, 68 attori, 4720 notti d’albergo, 1826 pasti consumati, 59 premi assegnati, 64 stagisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.
La sola edizione del 2008, pur se realizzata in forma ridotta, ha comunque visto la partecipazione di 124 ospiti provenienti da 14 paesi diversi per un totale di 828 pernottamenti nei dieci giorni del film festival (media di 6 pernottamenti su 10gg di festival) per un valore di € 33.120,00, e di circa € 49.680,00 in pasti consumati sul territorio a una media di € 30 al giorno. L’impatto economico del Film Festival sul territorio ha generato un totale di circa € 82.800,00 di solo soggiorno. Senza calcolare gli introiti di altri settori quali bar, shopping e altro. A conclusione, a fronte di un contributo dell’amministrazione di Tricase di soli € 5.000 nel 2008, posso affermare che il SIFF si conferma una realtà più che positiva per il nostro territorio.
Ho citato fino ad ora solo i numeri dell’evento, ma non dimentichiamo che la natura fondamentale del SIFF è quella “Culturale” ed è mia convinzione e della CineSalento che la partecipazione al festival debba rimanere gratuita e consentire a tutti la libera fruizione del cinema e della cultura, motori del progresso e della conoscenza.
Come conseguenza dell’attuale stato d’ incertezza dell’ amministrazione di Tricase nei confronti del SIFF, ritengo sia giunto il momento di prendere in considerazione proposte di altri Comuni del Salento che intendano ospitare il SIFF e abbiano intenzione di farlo crescere a beneficio della propria comunità già da questa edizione.
Gigi Campanile
Direttore Artistico
Sicilia Poetry Bike 2009 – 2a edizione
Sicilia Poetry Bike 2009
a cura di
Enrico Pietrangeli e Ugo Magnanti
in collaborazione con
Andrea Ingemi e Vittoria Arena
ed il Patrocinio
delle CITTA’ di Milazzo, Messina, Patti, Taormina e Nettuno,
dell’UNESCO di Messina, Milazzo e Udine,
dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti
ed il sostegno di
U. P. L. A. C. L. A. A. I. via C. Battisti, 62 – Messina
[Tel: 090661796 Fax: 0906781621 E mail: uplaclaai@tiscali.it]
Ritorna il “Sicilia Poetry Bike”, con una nuova edizione per il 2009, a seguito della calorosa accoglienza tributata alla scorsa manifestazione, in quanto momento di aggregazione poetico no-stop di oltre una settimana nella peculiarità dell’iniziativa ciclistica associata, collante del susseguirsi delle serate a tema sull’isola, ma anche mimesi della poesia itinerante, quindi punto di raccordo e scambio di tradizioni. Ritorna con una nuova edizione curata dai poeti Enrico Pietrangeli e Ugo Magnanti, in collaborazione con due artisti siciliani, Andrea Ingemi e Vittoria Arena, attraverso una serie di tappe ciclistiche ed eventi-appuntamento con il patrocinio delle città di Milazzo, Messina, Patti, Taormina e Nettuno, dell’UNESCO di Messina, Milazzo e Udine, dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti ed il sostegno dell’ U. P. L. A. C. L. A. A. I. di Messina. Un’azione performativa che coinvolge più settori, come turismo, ecologia, cultura e sport; pedalando-poetando è forse la più emblematica tra le espressioni coniate nel corso della scorsa edizione per descrivere un evento del tutto nuovo e che, per la prima volta, si realizzava in Sicilia, raccogliendo intorno a sé poeti, artisti e cantastorie lungo il suo percorso che si snodava verso il sud dell’isola. Quest’anno, si torna a partire da Messina il 1 agosto (con la collaborazione del Caffé Kafka, il Circolo del Tennis e della Vela e il B&B Le Case Pinte), l’appuntamento programmato si sposta ma resta sempre sul mare con l’apporto del Caffé Kafka di Vittoria Arena. Il tour, poi, prenderà tutt’altra direzione, dirigendosi a nord, alla volta di Milazzo il 2 agosto (con la collaborazione del Caffé Letterario Puck, Palazzo D’amico e il B&B L’Antico Borgo), per proseguire con Patti il 3 agosto (con la collaborazione dell’Associazione Amici di S. Quasimodo, Villa Pisani e il B&B Casa Rubes) ed inoltrarsi nell’entroterra di S. Salvatore di Fitalia il 4 agosto (con la collaborazione del Comune, l’Agriturismo La Vedetta dei Nebrodi e l’Azienda PM Caminetti) proseguendo alla volta di Randazzo il 5 agosto (con la collaborazione della Pro-Loco e il B&B Ai Tre Parchi Bed and Bike) per poi ritornare sulla costa orientale con Taormina il 6 agosto (con la collaborazione della Fondazione Mazzullo e la Delegazione regionale dell’Associazione Nazionale per le Pratiche Filosofiche – Delegato per la Sicilia: Andrea Ingemi) e concludersi toccando di nuovo Messina il 7 agosto (con la collaborazione del Caffé Kafka, il Circolo del Tennis e della Vela e la Rivista Messenion D’Oro) . Molta attenzione, in questa edizione, è stata rivolta alle location, come pure agli artisti che le animeranno. Si toccheranno luoghi storici dell’isola, come il Caffé Galante, ed in particolare una basilica, quella del Salvador Mundi, simbolo di sovrapposizione di storia e arte che parte da bizantini e normanni, tornando al palazzo dei Duchi di S. Stefano e, soprattutto, raccogliendo, strada facendo, antichi folclori dell’entroterra, come quella del Festival di poesia gallo-italico. Nel profilarsi di un nuovo percorso, oltre a cogliere nuove suggestioni e temi, si torna a consolidare un cammino che, attraverso il tempo, resta sempre autentico ed attuale, ovvero quello dell’oralità della poesia itinerante, concetto già ampiamente espresso nel corso della fase progettuale allestita per la nuova edizione e che, certamente, verrà ribadito nel corso della manifestazione. Sono previsti, inoltre, appuntamenti con associazioni ciclistiche nel corso dell’itinerario, rappresentative di momenti aggregativi più informali, oltre a meeting poetici, esposizioni e tradizioni locali che, man mano, andranno a coronare l’intero percorso. Spazio viene lasciato, infine, anche agli strumenti informatici e le nuove tecniche di comunicazione che prevedono anche accrediti su Facebook e trasmissioni in streaming.
A seguire, viene riportato uno schema dettagliato inerente le singole tappe con artisti, collaboratori, location ed i programmi di massima:
TOUR:
Sabato 1 agosto 2009, alle ore 18.30, presso il Circolo del Tennis e della Vela di Messina prende il via il nuovo tour ciclistico poetico, per l’occasione interverranno, tra gli altri, Maria Froncillo Nicosia, Vitaldo Conte, Mike Zodda, Giovanni Querci, Giusto Misiano, Maria Costa, Francesca Guglielmo, Amos Maurizio, Carlo Barbera, Mario Carpa, Rosanna Affronte, Salvatore Ruggiano, Roberto Lopresti, Licia Velardi, Vincenza Di Vita, Pippo Pagano, Enzo Salsetta e Caterina Papalia. Per l’occasione, coinciderà anche un vernissage degli artisti del Kafka.
Questa tappa è stata organizzata col contributo di: Caffé Letterario Kafka
[Vittoria Arena E mail: vittoria.arena@gmail.com ]
Circolo del Tennis e della Vela viale della Libertà, 50 – Messina
[Web: http://www.ctvmessina.it Tel. 09046022]
B&B Le Case Pinte viale della Libertà, 251 – Messina
[Web: http://www.lecasepinte.com E mail: info@lecasepinte.com Tel: 0903694740]
e viene dedicata, come per la scorsa edizione, alla memoria di Matteo Moraci, poeta e sportivo scomparso poco prima dell’inaugurazione della prima edizione, alla quale aveva aderito con entusiasmo.
Domenica 2 agosto 2009, alle ore 18.00, evento a Palazzo D’Amico (Milazzo), dove interverranno, tra gli altri, Rocco Amato, Demetrio Zumbo, Rocco Rando, Mariella Chiaromonte, Francis Rivel, Giuseppe Giunta, Giovanni Zullo, Giuseppe Caldarella, Carmelo Coppolino, Elvira Alberti, Giuseppe Anania, Rita Garofano, Giovanni Sanò, Olga Sanò, Marisa La Cava, Nicola Schepis e Maria Luisa Tomarchio con reading ed una contemporanea collettiva di pittura.
Successivamente, alle ore 21.30, l’appuntamento si sposta al Caffé Puck, per un ulteriore incontro più ravvicinato con i protagonisti del tour e tutti gli amici artisti e poeti.
Questa tappa è stata organizzata col contributo di:
Caffé Letterario Puck via Cesare Borgia, 62 b/c – Milazzo (ME)
[Web: http://www.libreriapuck.it E mail: info@libreriapuck.it Tel: 0909287775]
B&B L’Antico Borgo via Salita Castello, 14 – Milazzo (ME)
[Web: http://www.beblanticoborgo.com E mail: info@beblanticoborgo.com Tel: 0909221441]
Lunedì 3 agosto 2009, alle ore 18,00, il tour toccherà il Caffé Galante di Patti per un incontro riservato ad inviti con reading trasmesso in streaming.
Alle 21,30 l’appuntamento apre al pubblico spostandosi a Villa Pisani, dove interverranno, tra gli altri, Andrea Trimarchi (Direttore Rivista Letteraria NoiAltri), Vittoria Arena, Andrea Ingemi, Anna La Rosa, Concetta Maria Peluso, Nino Foti, Rocco Fodale e Paola Cozzubbo.
Si ricorda che, nel contesto generale della rassegna e con particolare riferimento a questa tappa, tutti coloro che interverranno si assumono piena responsabilità individuale di portare materiali di cui sono in pieno possesso dei diritti e che comunque non risultino vincolati a regimi da parte di enti o terzi essendo il Sicilia Poetry Bike occasione d’incontro e non struttura organizzativa preposta all’evento stesso, quale momento di aggregazione spontaneo e privo di fini di lucro, compensi ed oneri partecipativi, rivolto esclusivamente alla valorizzazione culturale, soprattutto quella del luogo, con finalità pedagogiche determinati, in quanto di per sé propedeutico a tematiche come quelle ambientali, culturali e sportive.
Questa tappa è stata organizzata col contributo di:
Caffé Galante via Regina Elena, 17 – Patti (ME)
[Web: http://progettokublai.ning.com/group/caffegalante E mail: antonino.galante@gmail.com]
B&B Casa Rubes via Magretti, 127 – Patti (ME)
[Web: http://www.casarubes.it E mail: casarubes@gmail.com Tel: 094121648]
Club Amici di Salvatore Quasimodo – Patti (ME)
[Web: http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/FromMyDesk/Quasi/quasi.Html ]
Martedì 4 agosto 2009, alle ore 17.00, l’appuntamento è in piazza Getifaranda di Rocca di Caprileone con la carovana della locale Associazione ciclistica La Madonnina per arrivare tutti insieme a S. Salvatore di Fitalia
Martedì 4 agosto 2009, alle ore 21,00, l’incontro previsto è davanti alla basilica del Salvador Mundi di S. Salvatore di Fitalia, con un intervento dello storico Antonello Pettiniano interposto tra culture ed espressioni del luogo ed i poeti itineranti.
Questa tappa è stata organizzata col contributo di:
Comune di S. Salvatore di Fitalia
[Web: http://www.comune.sansalvatoredifitalia.me.it E mail: turismo@comune.sansalvatoredifitalia.me.it]
Agriturismo La Vedetta dei Nebrodi contrada Bufana alta, 101 – S. Salvatore di Fitalia (ME)
[Web: http://www.lavedettadeinebrodi.it E mail: info@lavedettadeinebrodi.it Tel: 0941421977]
Azienda PM caminetti via A.Volta, 66 – Capo d’Orlando (ME)
[Web: http://www.pmcaminetti.com E mail: pettignano.massimo@libero.it Tel./Fax: 0941.901575]
Mercoledì 5 agosto 2009 il Sicilia Poetry Bike approda a Randazzo per incontrare la Rassegna di poesia gallo-italica, in una suggestiva cornice etnea che ha preservato una propria cultura attraverso secoli (N.B. per gli orari bisognerà attenersi ai calendari del locale festival).
Questa tappa è stata organizzata col contributo di:
Pro-Loco di Randazzo
[Web: http://www.prolocorandazzo.it E-mail: giuseppemnf@hotmail.it]
Ai Tre Parchi Bed and Bike via Tagliamento 49, Randazzo (CT)
[Web: http://www.aitreparchibb.it E-mail: info@aitreparchibb.it Tel: 0957991631]
Giovedì 6 agosto 2009, alle ore 18.00, il tour torna a Taormina, per un appuntamento nel giardino del Palazzo Duchi di S. Stefano dove interverranno, tra gli altri, il critico Maria Teresa Prestigiacomo, Fabio Orlando, Luca Frudà, Carmelo Ariosto, Franco La Pica, Paola Consoli, Angela Vecchio, Pasquale Vinciguerra, Anneli Berndt, Carmine Elisa Moschella, Alessandra Rende, Simona Nolfo, Antonio Munafò, Nico Zancle e Salvatore Puglia.
Questa tappa è stata organizzata col contributo di:
Fondazione Mazzullo
[Web: http://www.fondazionemazzullo.it E-mail: info@fondazionemazzullo.it]
Associazione Nazionale per le Pratiche Filosofiche
Coordinatore della Delegazione Regionale Sicilia Andrea Ingemi
[Web: http://www.confilosofare.com E-mail: iolanda.caruso@tiscali.it]
Venerdì 7 agosto 2009, alle ore 18.30, si ritorna al punto di partenza, ovvero il Circolo del Tennis e della Vela di Messina, per un incontro con aperitivo happening di congedo all’evento, interverranno, tra gli altri, Aldo Di Blasi, relazionando sull’interazione tra salute, cultura e sport, Giusalba Zappalà, con la sua video-poesia, e Nino Principato con un inserto storico sulla poetica siciliana.
Questa tappa è stata organizzata col contributo di:
Caffé Letterario Kafka
[Vittoria Arena E mail: vittoria.arena@gmail.com ]
Circolo del Tennis e della Vela viale della Libertà, 50 – Messina
[Web: http://www.ctvmessina.it Tel. 09046022]
Messenion D’Oro Rivista Storico-Culturale Ediz. La Grafica Editoriale
Direttore Responsabile: Aldo Di Blasi [E mail: aadiblasi@simail.it]
Si ringraziano, inoltre, per il sostegno alla manifestazione:
Il Comune di Nettuno, nella persona dell’assessore Giampiero Pedace, per rappresentare e gemellare territorialmente i due ciclo-poeti laziali durante lo svolgimento dell’intero tour, Rocco Fodale, per le realizzazioni grafiche, ed inoltre Fiorentino De Leo, Giuseppe Carbone, Giuseppe Stella, Carmelo Garofalo, Renata Capria D’Aronco, Francesca Rodighiero, Saro Sidoti e Nino Saltalamacchia per aver contribuito, sotto diverse forme, a realizzare tutto questo.
Previste, poco prima dell’avvio del tour, due conferenze stampa, una a Nettuno e l’altra a Messina, per la presentazione dell’evento. Date, orari e riferimenti verranno diramati dagli organismi competenti territorialmente.
Ufficio Stampa:
Poesia, scrittura e immagine
E mail: uf.stampa@fastwebnet.it
Assessorato alla Cultura Comune di Nettuno
E mail: giampiero.pedace@comune.nettuno.roma.it
Tel. 0698889553
Accrediti Facebook:
(Immagini, commenti ed interazioni col tour)
http://www.facebook.com/addfriend.php?id=551583197
http://www.facebook.com/addfriend.php?id=1029978028
http://www.facebook.com/addfriend.php?id=1533679591
http://www.facebook.com/addfriend.php?id=1587787562
Sempre nuova è l’alba – IV ediz. 2009
SEMPRE NUOVA E’ L’ALBA IV ediz.
Libera notte di poesia
Venerdì 31 luglio ‘09
Ore 21.00
Scalinata della stazione
Noci (Ba)
Nell’ambito della rassegna estiva “Nocincanta 2009”, organizzata dall’Amministrazione Comunale, anche quest’anno torna l’appuntamento con la Poesia. Ormai giunta alla sua quarta edizione la manifestazione “Sempre nuova è l’alba” diretta da Antonio Natile promette nuovamente di coinvolgere e stupire attraverso due personalità originalissime del panorama poetico nazionale e non solo: Maria Grazia Calandrone, poetessa e performer romana che conta numerosissime presenze su riviste letterarie tra cui Nuovi Argomenti, Gradiva, Sud, Le Fram e notevoli pubblicazioni, sua ultima fatica “ La macchina responsabile” Crocetti 2007 e Giovanna Marmo, attrice, poetessa ed artista figurativa napoletana autrice di “Fata morta” Emilio Mazzoli 2005 opera vincitrice del premio Antonio Delfini 2005 e del cd audio “Sex in Legoland” presentato alla BIG (Biennale Internazionale Giovani) nel 2002.
Altri autori presenti saranno Biagio Lieti, giovane poeta de “Le Battaglie i robusti no” del 2008 per Poiesis Edizioni e Luciano Provenzano autore di “Tempo liberato” , Pensionante de’ Saraceni , 1985 ).
Per concludere Irene Leo, autrice e performer di prossima pubblicazione il suo “Sudapest” Besa 2009, & Elisabetta Liguori autrice di “Il credito dell’imbianchino” Argo edizioni 2005.
Incursioni musicali a cura di Checco Curci.
L’Isola in collina – Tributo a Luigi Tenco – 18a edizione
“L’Isola in collina – tributo a Luigi Tenco”
18a edizione Ricaldone (AL)
24 – 25 luglio 2009
ISOLA IN COLLINA 18a edizione – 2009
Si completa il cast della nuova edizione dell’Isola in collina, il prestigioso festival di canzone d’autore che si tiene ogni anno a Ricaldone (AL). Oltre ai già annunciati Sergio Caputo e Frankie HI NRG MC, il programma delle serate (24 e 25 luglio) prevede un cantautore di grande culto come Flavio Giurato ed una band di spicco del panorama rock alternativo italiano come i Tre allegri ragazzi morti. Ad aprire le serate saranno invece due band locali di valore: 17perso e Jeremy. I concerti inizieranno alle ore 21 e si svolgeranno presso il Piazzale della Cantina Tre Secoli. Ingresso 10 euro. “L’Isola in collina” è organizzata dall’Associazione Culturale Luigi Tenco con il Comune di Ricaldone, con il contributo di Cantina Tre Secoli, Regione Piemonte, Provincia di Alessandria e Fondazione CRT, e si avvale della consulenza del giornalista Enrico Deregibus, che presenta anche le serate. La manifestazione nasce dalla volontà di valorizzare la canzone d’autore in un territorio che tanto ha dato alla nostra musica: a Ricaldone Luigi Tenco – unanimemente riconosciuto come uno dei principali cantautori italiani – è cresciuto, prima di trasferirsi a Genova, e dalle colline piemontesi ha assorbito molte delle suggestioni che ha poi riportato nelle sue opere. Rivendicare la sua appartenenza piemontese è uno degli scopi del Festival. Ecco il programma completo:
24 LUGLIO
ore 21 Piazzale della Cantina Tre Secoli
17perso
Flavio Giurato
Sergio Caputo
25 LUGLIO
ore 21 Piazzale della Cantina Tre Secoli
Jeremy
Tre allegri ragazzi morti
Frankie HI NRG MC
Informazioni per il pubblico:
* Associazione Culturale Luigi Tenco – Ricaldone: www.tenco-ricaldone.it ; info@tenco-ricaldone.it * Comune di Ricaldone: Via Roma 6 – 15010 Ricaldone (AL), tel 0144.74120 * Cantina Sociale di Ricaldone: Via Roma 3 – 15010 Ricaldone (AL), tel 0144.74119
La cipolla – Antonio Moresco
La cipolla – Antonio Moresco
Carlo Madrignani, in un suo articolo comparso su “L’indice”, definì questo romanzo come «l’unico romanzo sessuale del nostro Novecento». Il giudizio è esatto, la vicenda de “La cipolla” è calata nello spazio indefinito di una città che per alcuni particolari potrebbe essere collocata nel nord Italia. Immaginiamo che si tratti di Milano. Un uomo e una donna hanno traslocato da poco in un piccolo appartamento ricavato da un appartamento un po’ più grande. Su una delle pareti si può intravedere la decalcomania di una cipolla, appartenente a una natura morta. La struttura è un pretesto, ciò che accade è poco rilevante, l’uomo – di cui non sappiamo il nome – vaga nella città lasciandosi trasportare dalle proprie visioni, facendo via via propri i luoghi di questo suo muoversi in un ambiente che è nuovo. Aviorimessa, parco, cinema, ristorante. Il luogo più percorso è il corpo della sua donna con la quale trascorre la maggior parte del tempo nell’appartamento. I due corpi fanno l’amore senza possedersi a vicenda. Etimologicamente parlando riesce difficile l’utilizzo del termine ‘coito’ per descrivere ciò che accade tra l’uomo e la donna nel romanzo. Non si tratta di un ‘andare insieme’, la visione è soggettiva, i pensieri sono quelli interiori dell’uomo, poco viene fatto trapelare della donna. Al termine della lettura mi resta un’immagine di lei nel letto, mentre ascolta la musica con le cuffie. Il lettore cerca indizi di questa donna senza venirne a capo. D’un tratto, dopo la descrizione dei molteplici modi del possesso, succede qualcosa. Il priapismo del protagonista, la sua eccedenza di desiderio, il suo smodato bisogno di possedere la propria donna, diventano psichici. È come se le sue azioni non fossero più frutto di una volontà, bensì di un membro. Nulla a che spartire con un “Io e lui” di Alberto Moravia, per intenderci, perché tutto – anche questo fenomeno di alienazione progressiva – è interiore e descritto così come accade al protagonista. L’uomo origlia al muro i discorsi dei suoi vicini di casa, Tata e Tato: è uno dei pochi momenti in cui la realtà entra nella vita del protagonista, laddove per realtà si intende qualcosa che esali al di fuori di quella cipolla, la natura morta sbiadita che diviene replica della vita. L’anomia interiore viene accolta all’esterno in un processo zen in cui l’uno (il protagonista) si unisce al suo ambiente, i palazzi, la città, il cortile. Il romanzo diviene così la descrizione di uno scivolamento progressivo che conduce un uomo a vivere la felicità dei folli oppure l’estasi, a seconda di un’interpretazione finale che spetta tutta al lettore.
Atelier dell’Errore
Lecce, Teatrino della Biblioteca Provinciale Bernardini
(ex Convitto Palmieri)
25 Giugno 2009 alle 18.30
Atelier dell’Errore
come infermiera della bellezza
un progetto di Luca Santiago Mora per la NeuroPsichiatria Infantile, Ausl di Reggio Emilia
Il cammello purpureo di Correggio, video
Bestiario, dall’Atelier dell’Errore (Campanotto), libro
sul Bestiario
luca santiago mora, artista
marco petroni, critico d’arte
genuario belmonte, zoologo
introduce maria cucurachi, germinazioni
[clicca sull’immagine per ingrandire]
Nefertiti. L’amore di una regina eretica
Jasmina Tesanovic
NEFERTITI
L’amore di una regina eretica nell’antico Egitto (Stampa Alternativa 2009)
Nasce da un’ossessione questa rievocazione di un’antica regina egiziana. L’ossessione per un’eresia fallita, quella di Nefertiti, che vuole abbattere la tradizione usando la bellezza, il rispetto e l’arte. Ma un’altra eresia fallita è quella vissuta dall’autrice: yugoslava prima di essere serba, ha respirato l’esaltazione e poi la caduta di un movimento che non voleva allinearsi al blocco sovietico né farsi colonizzare dallOccidente. Così Nefertiti, condannata lei stessa come eretica, diventa il simbolo di un mondo ancestrale più che mai attuale, caratterizzato da lotte di potere, invidie, donne sottomesse all’oligarchia patriarcale ed emarginazione. Questo romanzo sfonda la barriera del tempo per restituirci una sovrana tanto lontana quanto moderna. Perché Nefertiti è qui (dall’introduzione di Bruce Sterling).
Si tratta di un romanzo storico “sui generis”, concepito e scritto con approccio e ottica moderni. La vita della protagonista, la regina egiziana Nefertiti, è infatti narrata in chiave femminista – esistenzialista.
Nefertiti, figura storica di grande fascino, è personaggio di cui in realtà si conosce ben poco. Circostanza, questa, che fatalmente ha rafforzato l’alone di mistero che lo circonda, e che ne fatto molto parlare, più però come figura mitica che come personaggio, e soprattutto donna, reale.
Nefertiti è in un certo senso una proto-femminista, poiché incarna il mito della bellezza femminile al potere, un mito che però subisce il destino di invisibilità che la storia ha quasi sempre riservato alle donne, sia famose che anonime: quello che l’autrice, Jasmina Tesanovic, definisce “l’immortale anonimato”. In tal senso, “Noi donne siamo tutte Nefertiti.”
Ma il romanzo è anche una storia d’amore, una riflessione sulla dannazione del potere, sul fascino e l’oscurità dell’antico Egitto.
L’autrice ha deciso di dare una voce credibile a questa donna di un’altra epoca, tentando di immaginare la sua vita dal vero, indagando anche nella sfera interiore della protagonista. In ciò consistono la modernità del personaggio di Nefertiti e la novità dell’opera di Jasmina Tesanovic.
L’antico Egitto non è poi così remoto.
§
Jasmina Tesanovic, NEFERTITI, L’amore di una regina eretica nell’antico Egitto, traduzione di Jasmina Tesanovic e Luigi Milani, Stampa Alternativa
Collana Fiabesca, ISBN 978-88-6222-084-2
SURF ovvero “Sono un ragazzo fortunato” di Marco Montanaro
Da domani in libreria potrete finalmente acquistare il bellissimo esordio di Marco Montanaro, per Lupo Editore, dal titolo “Sono un ragazzo fortunato” [continua…]
All’erta siamo Ronde.
Comincio riprendendo la notizia dell’ANSA nella quale si parla della presentazione delle “Ronde nere”, non delle ‘cosiddette’ ronde nere, bensì delle “Ronde nere”:
Presentate Ronde nere a Milano
Pattuglieranno le strade affiancando le Ronde padane
(ANSA) – MILANO, 13 GIU – Sono state presentate oggi a Milano, durante un convegno del Movimento sociale italiano, le cosiddette ronde nere.Sono i volontari della Guardia nazionale:affiancheranno le ronde padane nelle strade non appena sara’ in vigore il disegno di legge sulla sicurezza.Dicono di essere 2.100,indosseranno una divisa con camicia grigia o kaki, basco con aquila imperiale romana, fascia nera al braccio con impressa la ruota solare simbolo del nascente Partito nazionalista italiano.
§
Si chiameranno “Guardia nazionale”. Saranno finanziate dall’MSI. Andranno ad affiancarsi alle Ronde padane, promosse dalla LEGA NORD. Ciò che mi colpisce di più è la creazione di una TAZ da parte delle forze politiche non (ancora) dichiaratamente eversive della destra. Quanto tempo ci vorrà perché queste forze non diventino radicate e eversive sul territorio? Quanto tempo ci vorrà perché ci scappi il primo morto? A Lecce da poco è finito un G8. Mi viene in mente la poesia che scrisse Alberto Arbasino prima del G8 del luglio 2001 a Genova, quella dove prevedeva il morto. Ebbene, chi sarà il primo ucciso per sbaglio dalle ronde padane o nere? Un marocchino? Un italiano che somigliava a un rumeno? Immagino squadre di romanzieri pronti a descrivere la scena. Troppo facile. Il negoziante che mezzo alticcio torna al suo negozio perché ha dimenticato qualcosa, forza un po’ troppo il lucchetto perché non vede bene, una ronda esce dall’angolo della strada, gli intima l’alt, lui risponde un vaffanculo, la ronda lo prende a randellate. Magari non accadrà, magari si. In che senso TAZ? Nel senso che questo Governo sta dando sempre più spazio e sempre più credito a fenomeni che si collocano in una zona grigia dove la legalità e l’illegalità combaciano. Che fine ha fatto l’ultra che non può più andare in motocicletta a minacciare e accoltellare? C’è l’imbarazzo della scelta, a patto che i suoi gusti d’abbigliamento vadano dal verde al nero. Certe volte mi sembra di vivere in un paese sull’orlo della rivoluzione. Manco Macondo. Tutti incazzati, tutti in crisi, tutti pronti a indossare una divisa e a far vedere come si fa un po’ d’ordine e pulizia, com’è che si tengono le strade pulite. Ogni ronda che esce in strada, per quanto mi riguarda, è una sconfitta dichiarata al nostro sistema di sicurezza, poliziotti, carabinieri, stato etc. etc. Negli anni Settanta il terrore era rappresentato dall’Antistato. Oggi il terrore è incubato dal Governo e legittimato dallo Stato. Spero che il SUD resista alle ronde. Spero che in città come la nostra, dove oltre alle forze armate vigilano le pattuglie delle vigilanze private, si resista alla tentazione di mettere una divista (incostituzionale) addosso a giovanotti e vecchietti ex-scartati alla visita di leva ma con tanta voglia di fare la propria parte nella salvaguardia dell’ordine pubblico. Che vita di merda. Che pagina triste. Ecco perché sulla foto del post ho linkato il meinkampf di hitler preso da wikipedia.
E’ permesso?
Il titolo del giornale di quel giorno era emblematico. Con un bisticcio di parole reso ad arte gli autori avevano scritto che il presidente li aveva mandati tutti a quel “Pais”, a dimostrazione che il risultato elettorale, anche per i più stupidi, stava lì. Un organo di informazione veniva utilizzato come un bollettino privato. Gli venne in mente la scena di lui che dettava i titoli, di notte, ai direttori. “Fagli vedere chi sono”, “Dai, a quelli non possiamo farla mica passare così”, “Ora vedranno questi spagnoli del c***o”. Nessuno poteva contrastarlo. Lui pensò che qualche cosa non andava. Come era possibile che un giornale titolasse a quel modo? Quello stesso giorno gli capitò di leggere un articolo scritto da uno dei suoi scrittori preferiti, Saramago. Pensò di ricopiarlo così com’era, a mano, perché ogni parola, anche quelle meno comprensibili – non conosceva il portoghese come avrebbe voluto – gli restassero impresse. Si parlava di “una cosa” non meglio definita.
§
La cosa Berlusconi
di José Saramago
No veo qué otro nombre le podría dar. Una cosa peligrosamente parecida a un ser humano, una cosa que da fiestas, organiza orgías y manda en un país llamado Italia. Esta cosa, esta enfermedad, este virus amenaza con ser la causa de la muerte moral del país de Verdi si un vómito profundo no consigue arrancarlo de la conciencia de los italianos antes de que el veneno acabe corroyéndole las venas y destrozando el corazón de una de las más ricas culturas europeas. Los valores básicos de la convivencia humana son pisoteados todos los días por las patas viscosas de la cosa Berlusconi que, entre sus múltiples talentos, tiene una habilidad funambulesca para abusar de las palabras, pervirtiéndoles la intención y el sentido, como en el caso del Polo de la Libertad, que así se llama el partido con que asaltó el poder. Le llamé delincuente a esta cosa y no me arrepiento. Por razones de naturaleza semántica y social que otros podrán explicar mejor que yo, el término delincuente tiene en Italia una carga negativa mucho más fuerte que en cualquier otro idioma hablado en Europa. Para traducir de forma clara y contundente lo que pienso de la cosa Berlusconi utilizo el término en la acepción que la lengua de Dante le viene dando habitualmente, aunque sea más que dudoso que Dante lo haya usado alguna vez. Delincuencia, en mi portugués, significa, de acuerdo con los diccionarios y la práctica corriente de la comunicación, “acto de cometer delitos, desobedecer leyes o padrones morales”. La definición asienta en la cosa Berlusconi sin una arruga, sin una tirantez, hasta el punto de parecerse más a una segunda piel que la ropa que se pone encima. Desde hace años la cosa Berlusconi viene cometiendo delitos de variable aunque siempre demostrada gravedad. Para colmo, no es que desobedezca leyes sino, peor todavía, las manda fabricar para salvaguarda de sus intereses públicos y privados, de político, empresario y acompañante de menores, y en cuanto a los patrones morales, ni merece la pena hablar, no hay quien no sepa en Italia y en el mundo que la cosa Berlusconi hace mucho tiempo que cayó en la más completa abyección. Este es el primer ministro italiano, esta es la cosa que el pueblo italiano dos veces ha elegido para que le sirva de modelo, este es el camino de la ruina al que, por arrastramiento, están siendo llevados los valores de libertad y dignidad que impregnaron la música de Verdi y la acción política de Garibaldi, esos que hicieron de la Italia del siglo XIX, durante la lucha por la unificación, una guía espiritual de Europa y de los europeos. Es esto lo que la cosa Berlusconi quiere lanzar al cubo de la basura de la Historia. ¿Lo acabarán permitiendo los italianos?
Più vicino ai giovani
Zina. Afreeque. In concerto il 5 giugno a Lecce.
05 giugno 2009
via Umberto I – chiesa Santa Croce ore 22,30
Cesare Dell’Anna – ZinA – “Afreeque”
ZinA gruppo musicale guidato da Cesare Dell’Anna, dopo il grande successo ottenuto con il primo lavoro discografico omonimo, presenta la pubblicazione di “Afreeque”, con la partecipazione di numerosi musicisti africani provenienti dal Senegal, Tunisia , Marocco e Palestina.
Zina è un viaggio che ci guida dagli spazi infiniti del deserto fino alle pianure del Salento, dalle atmosfere metropolitane, alle magie musicali che abbracciano le terre che si affacciano sul Mediterraneo creando nuove commistioni e sonorità… Progetto aperto di Cesare Dell’Anna, che nasce dall’incontro di alcuni musicisti africani e pugliesi: una fusione che evoca i ritmi della tradizione magrebina, senegalese e le melodie della musica jazz, i suoni del rap, del reggae, del dub.
Zina è una formula musicale che gioca sull’interrelazione dei musicisti coinvolti nel progetto con la loro capacità di adattarsi al territorio pur non dimenticando la propria cultura. Così anche i testi parlano di temi sociali particolarmente legati alla terra africana e a quella che li accoglie.
Sono canti griŏt del cantante senegalese Amadou Faye e quelli free style di Idrissa Sarr; sono le melodie vocali del tunisino Marzuk Mejri. Le interpretazioni si mescolano con quelle del vocalist Jam-P e sono dirette dal trombettista Cesare Dell’Anna, accompagnati da Stefano Valenzano al basso, Egidio Rondinone alla batteria e Mauro Tre alle tastiere.
Zina gioca con l’assimilazione di stili di vita che si mescolano con la tradizione, per creare una moderna chiave di lettura della musica, ed una particolare “metissage” musicale…
Cesare Dell’Anna – tromba
Marzuk Mejri – voce, fiati e percussioni
Amadou Faye – voce
JamP – voce
Idrissa Sarr – voce
Assan Diop – voce
Afrobamba – voce
Davide Arena – sax tenore
Mauro Tre – synt e sequencer
Mario Rugge – chitarra
Stefano Valenzano – basso
Sergio Quagliarella – batteria
Zina – Discografia
ZinA – “ZinA” – 11/8 Records – n. cat. 11/8 – 02/2005
ZinA – “Afreeque” – 11/8 Records – n. cat. 11/8 – 09/2009
Potere della fiction
Alla Coop vendono il misuratore di pressione elettronico da braccio del Doctor House. “Misurati la pressione, è per il tuo bene”. Potere della fiction. Quando ero bambino al massimo negli ambulatori c’era il manifesto di Pinocchio con i piedi di legno bruciacchiati che suggeriva ai tabagisti di smettere di fumare.
Ultimi fulmini prima della partenza
Ieri pomeriggio ho finito di lavorare, sono tornato a casa. Dovevo andare dal veterinario a portare il mio cane che sono due giorni che va avanti a diarrea perché ha mangiato qualcosa di terribile e con molta probabilità tossico, la metà di un infradito. Il cane in macchina non entra. Il cane entra in macchina soltanto se la macchina è accesa e in movimento. Difficile mettere un cane in una macchina accesa e in movimento, a meno di scagliare l’animale contro il finestrino aperto mentre la macchina cammina a passo d’uomo. Impossibile. Alla fine il cane entra. Se il cane non entra con le buone ci entra con le cattive. Alla fine entra. Vado dal veterinario. Si fanno le sette. Appena in tempo. Torno a casa. Esausto. Una giornata liquida. Caz. Non ho fatto in tempo a comprare “La Stampa”. Ci ho pensato stamattina rimandando perché tanto avrei avuto il tempo questo pomeriggio. Rimando anche al pomeriggio. Alla fine mi scordo. Vabbeh dai, può andare lo stesso, un sabato senza Tuttolibri può anche accadere. Poi penso che l’unica cosa che mi manca è l’articolo di Nico Orengo, quello dove riesce a chiudere una settimana politica e culturale in poche parole, che forse nemmeno Dante nell’Inferno ti fa un bilancio così onesto delle vite misere di chi spesso si arrabatta nei paraggi dell’oggetto cultura. Ecco un grande che riesce a essere leggero dicendo le cose come stanno, con ironia e sarcasmo, senza che le parole escano a denti stretti. Ma io non ho fatto in tempo a comprare “La Stampa”, ieri. Una partenza inaspettata, come un colpo a bruciapelo, a 65 anni, quando gli uomini normali vanno in pensione e quelli straordinari hanno dato tutto.
§
NICO ORENGO
C’eravamo appena lasciati alle spalle l’odioso termine «attimino», e ancora resiste il termine «filiera». Adesso ci arriva quello di «valoriale» che, a naso, dovrebbe indicare una gamma di valori indistinti ma tutti positivi.
E’ «valoriale», chiede Franceschini, il comportamento «educativo-genitoriale» di Berlusconi?
Sono «valoriali» i comportamenti di Di Pietro per i giornalisti del Giornale?
Di Pietro… l’Italia dei valori… ecco da dove può essere nato il termine «valoriale» che potrebbe essere applicato anche ai suoi adepti. Per esempio: Gianni Vattimo è «valoriale»?
[l’ultimo dei fulmini]
Magari fosse una battuta.
Magari fosse una battuta. Oramai sono convinto. Leggo libri per capire. Ascolto telegiornali, parziali e imparziali. Leggo giornali, parziali e imparziali. All’indomani della sconfitta elettorale parlavo al telefono con un amico. “È meglio, adesso che abbiamo perduto è meglio, adesso saremo costretti a costruire il nostro pensiero giorno dopo giorno, senza farci influenzare dal pensiero dei presupposti leader politici dell’opposizione”. Eccoci a cercare nella sconfitta qualche cosa di utile…macché. L’italia (minuscola, quella che conta) è divisa in due, quelli che stanno bene purché nessuno pesti i piedi e faccia la pipì nel giardino e quelli che mettono in dubbio tutto. Cos’è accaduto? È accaduto che Silvio B********i ha creato e cementato il suo consenso, rendendolo blindato con le leggi ad personam. Non possiamo farci nulla. Li hanno votati. La maggioranza degli italiani lo ha preferito. Più vedo ciò che accade e più mi sembra che la macchina del consenso sia inarrestabile.
Paul Vangelisti a Roma. 18 Maggio.
Roma, lunedì 18 maggio 2009, ore 20:00
presso la Libreria Empirìa in via Baccina 79 (rione Monti):
Presentazione del libro
di Paul Vangelisti
La vita semplice
(A Simple Life)
Emilio Mazzoli Editore, 2009
Traduzione di Brunella Antomarini.
Con una copertina di Enzo Cucchi.
Interventi critici di
Brunella Antomarini, Marco Giovenale, Valentino Zeichen
Sarà presente l’autore
Paul Vangelisti è autore di circa venti libri di poesia, e attivo traduttore dall’italiano. La sua raccolta più recente, Days Shadows Pass, è uscita nel 2007 per Green Integer. Tra i premi e riconoscimenti ottenuti c’è il National Endowment for the Arts Translation (1981), “Poetry” fellowships (1988); il Premio Flaiano in Italia e — negli USA — il Pen Prize per la traduzione (2006).
Tra 1971 e 1982 è stato co-redattore, con John McBride, della rivista letteraria “Invisible City” e, nel 1993-2002, della pubblicazine annuale del College of Neglected Science. E’ il fondatore e direttore del Graduate Writing program dell’Otis College of Art and Design. Dirige inoltre la rivista semestrale di letteratura “OR” (progetto legato al writing program).
[in foto il “Cilindro di Ciro”]
Conflitto d’interessi
Vito Bruno, 16 Maggio, FondoVerri, Lecce.
Fondo Verri
Presidio del libro di Lecce
A Maggio le rose, i libri, i segni, la musica
7 / 31 maggio 2009
6° appuntamento
Sabato 16 dalle ore 20.30
Vito Bruno racconta il suo “Il ragazzo che credeva in Dio”, edito da Fazi, interviene Mauro Marino
a seguire Gianluca Longo, concerto di mandole per “Il mandolino storie di uomini e suoni nel Salento”.
Sabato 16 dalle ore 20.30 lo scrittore Vito Bruno racconta il suo “Il ragazzo che credeva in Dio”, edito da Fazi, interviene Mauro Marino. Il libro racconta il viaggio di Carmine tra i gironi di una città allo sbando, nel disperato tentativo di sottrarre Alena al suo destino e di ritrovare un senso alla propria vita. Un romanzo in forma di indagine-confessione sull’azzardo della fede, sullo smarrimento, sull’amore, sulle ragioni della speranza. Attorno, un coro di personaggi alle prese con la quotidiana lotta per la sopravvivenza in una Taranto torrida e inquinata: Pietro, operaio al siderurgico con il padre malato di cancro; Nino, adolescente di buona famiglia adescato dalla malavita locale; Cataldo, figlio di un povero pescatore con il sogno del pallone come riscatto sociale; Sandra, ex compagna di scuola nonché primo e unico amore di Carmine.
Da Vito Bruno finalista al Premio Campiello 2000, editorialista del Corriere del Mezzogiorno, un romanzo che ricostruisce la delicata psicologia dell’uomo di fede contemporaneo, costretto a confrontarsi con una realtà spesso troppo dura e difficilmente giustificabile anche dal punto di vista religioso.
A seguire il concerto di mandole di Gianluca Longo, per “Il mandolino storie di uomini e suoni nel Salento”. Con un ritmo incalzante e una scrittura limpida ed evocativa. Longo è musicista e musicoterapista, suona il mandolino, il mandoloncello, la mandola, la cetra corsa, la chitarra classica, la chitarra battente e il tamburello a cornice. La passione per le sonorità tradizionali della sua terra nasce grazie ai continui stimoli ricevuti dalla famiglia e dalle persone anziane a lui vicine. La madre è poetessa e cantrice di canti e “cunti” tipici della tradizione; il nonno, noto barbiere-mandolinista del paese, trasmette al nipote la tecnica e la passione per il mandolino. Da questo nasce la ricerca e il libro “Il mandolino storie di uomini e suoni nel Salento”.
Iniziativa promossa dalla Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo con I Presidi del Libro
Per info.fondoverri@tiscali.it
tel e fax 0832304522
Constatazioni.

L’altra sera eravamo a cena, in quattro, tra amici di vecchia data. Si parlava di tutto, del lavoro, della vita, dell’amore, dei figli, del cibo, del servizio, di Dostoevskij, di quale suo romanzo fosse il preferito dai commensali, di quello che uno scrive, delle speranze, dei desideri, dei sogni, della capacità o dell’incapacità di riuscire a racchiudere ciò che voglio in parole. Pareri, opinioni, etc etc. Del desiderio di sbarazzarsi di tutto per essere capaci di incominciare daccapo e poi ricominciare. Poi, d’improvviso, una constatazione dinanzi alla quale ci siamo arrestati “Cazzo! Ci sono volte in cui leggere è davvero più emozionante che scrivere!”.
Nausea da genere
Finché si trattava del precariato ancora ancora. Ancora ancora uno resisteva perché magari la situazione lo interessava da vicino, oppure era interessato a vedere come veniva descritta la generazione costretta a fare i conti con certe situazioni di disagio. Ancora ancora. Poi sono cominciati ad andare di moda (leggi: hanno cominciato a pubblicare a man bassa) i libri che parlano di libri. Topi che leggono e mangiano libri e sono molto malinconici, libri perduti, libri ritrovati, librai assassini, lettori assassinati, lettori che diventano protagonisti della storia che leggono (ma La Storia Infinita l’hanno letta?). Adesso siamo ai libri che parlano di animali. Libri con cani e gatti domestici come protagonisti. Il mio Bob, il mio Willy, il mio Charlie patapim e patapam. Per non parlare dei vampiri, così tanti da sentirne il fiato quando dormite. Tutti si lamentano delle veline al potere e nessuno si lamenta di venire considerato un bovino lobotomizzato (con rispetto parlando) quando mettendo piede in libreria viene accolto proprio da questi libri. De gustibus. In questi giorni sto per terminare la lettura di “Cent’anni di solitudine”, un capolavoro che ti fa tornare la voglia di leggere.
[copertina dell’edizione commemorativa dei quaranta anni di Cien anos de soledad]
Stai con me.
Franco Battiato, Bist Du Bei Mir, da Ferro Battuto, 2001
Gottfried Heinrich Stölzel, Bist du bei mir
Bist du bei mir
Ardo dal desiderio di vederti
Forza perenne delle catene
Di stare in mezzo a tanta gente
La forza della vita è nel denaro.
Ma soprattutto la ricchezza virtuale
Sta più in alto di quella reale.
Ma soprattutto la ricchezza virtuale sta più in alto.
Bisognerebbe scacciare le avversità come si fa con le mosche.
Per chi rimane incosciente, le colline sono ancora in fiore.
Risuona un mambo nella cavea e il mondo semplicemente gira
Sull’orlo di un precipizio mi inviti adesso a giocare.
Bist du bei mir geh ich mit Freuden
Zum Sterben und zum meiner Ruh
Bist du bei mir mit Freuden.
La luce abbagliò i miei sensi come in un quadro di Monet
Mentre l’estate insidiava il giovane Gesualdo.
Risuona un mambo nella cavea e il mondo semplicemente gira,
sull’orlo di un precipizio mi inviti adesso a giocare.
Bist du bei mir geh ich mit Freuden
Zum Sterben und zum meiner Ruh
Bist du bei mir mit Freuden.
Bevo un bicchiere di Strega e posto questo articolo di Massimiliano Parente, nel caso fosse sfuggito.
Dopo che è stata emanata la lista degli scrittori che si contenderanno il Premio Strega posto qui di seguito un articolo di Massimiliano Parente. Le idee espresse sono interessanti, i toni accesi. Chi la spuntera? Nel frattempo torna in libreria la prima edizione (tanto non si era esaurita) di “Questioni di cuore” (approfittatene per leggerlo) il bel romanzo di Umberto Contarello dal quale Francesca Archibugi ha liberamente tratto il suo ultimo film, che non ho visto e quindi non so com’è. Per chi non conoscesse Umberto Contarello, rinfresco la memoria elencando alcuni film dei quali ha scritto la sceneggiatura (da solo o in collaborazione): “La lingua del santo”, “Luce dei miei occhi”, “Ovunque sei”, “La stella che non c’è”, “Marrakech Express”. Se non vi basta vuol dire proprio che siete lettori avidi e esigenti.
§
Non si sa se siano più comici o più tragici, ma quanto saranno sfacciati loro e distratti, se non complici, gli altri? Qui non si capisce mai chi ci è e chi ci fa e però non c’è più molta differenza. A cosa mi riferisco? Per esempio, da settimane non si fa altro che dire che il giovane “intellettuale” Antonio Scurati è il favorito al prossimo premio Strega, e di per sé chissenefrega. Non l’hanno mai dato a Gadda, né a Busi, né a Arbasino, né a D’Arrigo, non l’hanno quasi mai dato a uno scrittore, l’hanno dato a Veronesi e Ammaniti, possono darlo anche a Scurati senza togliere niente a nessuno né tantomeno dare qualcosa a qualcuno. In altre parole Scurati e Il bambino che sognava la fine del mondo sono l’autore e il libro su cui punterà il gruppo Rizzoli, l’hanno capito anche i sassi, accendi la televisione e vedi Scurati, apri un giornale e vedi la pubblicità del libro di Scurati: Scurati di qua, Scurati di là, Scurati vincerà lo Strega. Intendiamoci Scurati non è un genio ma neppure vende, è una ricetta di medietà media e mediatica ideale per lo Strega. Inoltre è reduce da un flop clamoroso, un feuilletton con cui pensava di sbancare e invece si è sbancata la Bompiani, che ne aveva stampate cinquantamila copie per venderle a cinquantamila casalinghe iscritte ai corsi di Arte & Letteratura e invece ci ha riempito i magazzini della Rizzoli. Tuttavia sì, Scurati, sembra perfetto per lo Strega, è l’incarnazione della riflessione di Aldo Busi secondo cui «è ben triste scrivere per vendere, sacrificare tutto il resto, e poi non vendere», bisogna dargli il premio che garantisce duecentomila copie e renderlo felice, altrimenti è finito. Detto ciò, all’inizio tutto bene, non fa in tempo a uscire il libro che subito Scurati diventa il papabile incoronabile, l’ufficio stampa Valeria Frasca viene sferzato a sangue, e si legge ogni giorno sulle terze pagine che il gruppo Rcs ci punterà molto (anche perché, questo non si legge, se vince forse rimettono in circolazione le rese del vendibile polpettone invenduto Una storia romantica). Siccome però ormai le cosacce si possono fare alla luce del sole e nessuno se ne accorge, venerdì 17 aprile, dopo tanto parlarne, Scurati cosa fa? Come se passasse di lì per caso, si “autocandida” al Premio Strega, dichiarandolo in un’intervista su Repubblica. Come mai Repubblica intervista proprio Scurati, proprio al momento giusto? Una coincidenza? Macché. Piuttosto Elisabetta Sgarbi, nella sala ovale di Via Mecenate, avrà detto «Ho un’idea, fai vedere che ti candidi tu, da solo… È più figo… Tanto ci cascano tutti…». «E come faccio?» avrà risposto Scurati, in posa aggrottata da intellettuale che finge di pensare. «Ti organizzo un’intervista io… Ne ho uno buono… Bono…». «Ma se poi Parente mi prende per il culo? L’hai visto anche tu, gli avevi detto di non toccarmi, gliel’avevi ordinato, e ha mandato affanculo anche te…». «Ma figurati, Parente dice talmente sempre la verità che ormai non gli crede più nessuno, il mondo è nostro, svegliati… Valeriaaaa chiama Bono!». Quindi l’indomani paginona di Repubblica, firmata Maurizio Bono. Il titolo dice «“Mi autocandido allo Strega”. Scurati corre contro le lobby». Un lettore ignaro esclama «Cazzo! Però…». Un lettore minimamente informato sul triste demi-monde editoriale esclama «Cazzo! Però… non è lui la lobby?». Bono fa finta di niente, come se intervistasse Pasolini. Paradossalmente nell’occhiello si legge appunto «Intervista allo scrittore ora tra i favoriti per la vittoria finale», ossia nella stessa pagina in cui Scurati si autocandida a sorpresa viene già dato per favorito, non hanno resistito neppure i redattori di Repubblica a sputtanarlo. Ancor più paradossalmente lo stesso giorno mi autocandidavo io, con un libero intervento su Libero, stavolta per paradosso vero, perché figurati se candidano e premiano un capolavoro, perché più fuori dai giochi di me ci sono solo i grandi scrittori morti, i classici, Proust, Flaubert, Kafka, e giù di lì. Per ulteriore paradosso perché anche Contronatura è edito da Bompiani con la quale però ho spezzato ogni ponte, e adesso sono terrorizzati che qualcuno dei giurati mi prenda sul serio e io possa mettere piede al Ninfeo solo per rompere i coglioni e le cristallerie e le uova ben stipate nei vari panieri e nella pochette della signora Sgarbi. Tuttavia la mia autocandidatura beffa l’indomani è segnalata su Repubblica, in un nuovo articolo del buon Bono, benché appaiata alla candidatura travestita da autocandidatura di Scurati; mentre, guarda caso, viene ignorata dal Corriere della Sera, quotidiano Rcs, dove viene registrata solo la sedicente autocandidatura di Scurati “contro le lobby editoriali”.
Ma il bello deve ancora venire, e viene qui. Martedì scorso il quotidiano della Rcs, con somma nonchalance, intervista Giulio Lattanzi, il quale si rammarica che l’iniziativa di Scurati, da sola, non basterà a “sconfiggere” i grossi gruppi editoriali. Dice proprio così. Cazzuto, questo Lattanzi. E intanto sottolinea che «quello di Scurati è un gesto stimolante e provocatorio che prova a ribaltare la logica consolidata secondo la quale gli editori indicano loro i “campioni”…». Aggiungendo, perentorio: «Noi sosterremo ovviamente il suo romanzo, in cui crediamo molto». Ma chi è questo Giulio Lattanzi? Un amico di Scurati? Un black-block? Un Wu Ming? No, è il direttore della Rcs libri, in un’intervista su un quotidiano della Rcs, dove sostiene il coraggioso Antonio Scurati, che “autocandida” il suo romanzo edito dalla Bompiani, casa editrice della Rcs Libri. Se non foste convinti della bontà dell’operazione del coraggioso Scurati e del valoroso Lattanzi, le prime pagine del romanzo Rcs in questione potete leggerle in un apposito opuscoletto pubblicitario spillato nell’ultimo numero del Corriere Magazine, settimanale della Rcs allegato al quotidiano Rcs, e si intitola: il bambino che sognava il Premio Strega.
Massimiliano Parente, Libero, 25 aprile 2009
[in foto Antonio Scurati
clicca sull’immagine per ingrandire]
Brunetta ha l’orticaria quando pensa al precariato. Il sentimento è reciproco.

Brunetta ha l’orticaria quando pensa al precariato.
Il sentimento è reciproco.
Ho letto delle esternazioni di Brunetta sul precariato. Vi suggerisco di leggere questo articolo. A parte che quella del precariato non è affatto una mitizzazione messa in opera dalla letteratura dal teatro e dal cinema. Il precariato esiste, è una realtà. A parte che la produzione culturale arriva dopo un fenomeno che esiste da anni. A parte – e qui Brunetta sei scivolato sulla buccia di banana – che non esistono solo i dipendenti pubblici. Insomma, prima di parlare bisognerebbe riuscire a tacere. Pure l’orticaria, porello! D’altronde lo stesso B********i aveva fornito la sua soluzione per il precariato. Non affonderemo cantando! Ancora!
Veronica molla Silvio, l’Italia ci resta attaccata.
La follia improvvisa di Veronica Lario. Verrebbe quasi voglia di parafrasare il titolo dell’ultimo romanzo di Dario Franceschini. Se solo si trattasse di letteratura. La notizia che Veronica Lario abbia deciso di lasciare Silvio B********i giunge nei giorni di campagna elettorale durante i quali l’ascesa del premier nei sondaggi è alle stelle. Non solo, a quanto pare Silvio B********i ha oramai dalla sua parte il consenso della classe operaia, che in occasione della cassa integrazione montante (mentre la Fiat conquista Chrysler e si getta all’assalto di Opel sono in cassa Termini Imerese, Mirafiori etc. etc) è stata ribattezzata (qui) classe inoperaia. Veronica è stufa di fare l’abat-jour di (h)ar(d)core. Quand’è anche il nostro paese sarà stufo?
Ti guardi attorno e sembra che l’unica fabbrica che funziona sia la fabbrica del consenso. La sinistra resta a guardare. A questo link trovate altre notizie a riguardo.
All’improvviso Dante, 100 canti per Firenze. 16 Maggio 2009
Torna anche quest’anno, alla sua quarta edizione, la rassegna “All’improvviso Dante, 100 canti per Firenze“, occasione in cui la “Divina Commedia” dell’Alighieri rivive per le strade fiorentine. Il 16 maggio, dunque, Arnoldo Foà, Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Verdastro e Brunello Cucinelli, assieme a 650 cantori di tutte le età, declameranno l’opera per le strade e le piazza di Firenze. All’evento – ideato e organizzato dall’Associazione culturale CULT-er in collaborazione con Elsinor Teatro Stabile d’Innovazione per la Provincia di Firenze, nell’ambito delle manifestazioni del Genio Fiorentino – parteciperanno alcuni habitué, tra cui il cantautore Riccardo Marasco e il pittore Giampaolo Talani. Mentre nella sede di Palazzo Strozzi ci saranno anche i rappresentanti delle storiche “Wine Family“, famiglie produttrici del vino della Toscana come Tiziana Frescobaldi, Francesca Folonari, Agnese Mazzei e Caterina Dé Renzis Sonnino che daranno voce ai versi del poeta. Tra le novità dell’edizione l’intera lettura della “Cantica del Paradiso” dai cantori sparsi in 33 postazioni lungo tutta via dei Calzaiuoli, da piazza della Signoria a piazza del Duomo.
L’appuntamento di chiusura, secondo tradizione, è fissato per le ore 20 sul Sagrato del Duomo per la lettura corale del “XXXIII canto del Paradiso”.
I colleghi con l’eskimo.
Si Salvi chi può.
L’altro giorno in libreria il mio sguardo è caduto su un libro di genere giallo dal titolo accattivante: Zeitgeist. L’album degli Smashing Pumpkins che porta lo stesso titolo è una bufala, fa cagare. Quindi il primo pensiero non è corso allo “spirito del tempo” bensì al gruppo musicale, con la speranza che il libro fosse all’altezza del titolo. Devo ammettere che il libro in questione è meglio dell’album. Poi ho visto che l’autore del libro era Francesco Salvi, un nome noto per chi come me è cresciuto negli anni ottanta. Francesco Salvi, insieme a Giorgio Faletti, è un esempio di come si possa uscire vivi dal Drive-In, e non solo. Dal Drive-In si può uscire vivi e con ottime idee, almeno sulla carta. La trama è intrigante:
“Il protagonista di questo libro è un attore molto popolare. Mel Gibson sta per girare il kolossal “The Passion” in Italia e quando vede una sua foto, folgorato dall’espressione massiccia e dalla mascella squadrata, lo sceglie per il ruolo del centurione romano che incalza Gesù Cristo sulla Via Crucis. Una grande occasione per rilanciare una carriera che sta segnando il passo. Ma il suo sogno più vivo è una donna ungherese dallo strano nome di Enikö, campionessa di pattinaggio con occhi chiarissimi e un corpo da favola. Ogni volta che le chiede di impegnarsi lei risponde “vera amicizia è più difficile che amore”. È solo nella speranza di incontrarla e fare pace dopo l’ennesimo litigio, che accetta l’invito alla festa vip del teatro Sistina, consegnandosi ai paparazzi e alle trasmissioni di gossip estremo. Ma al party lei non si presenta; c’è invece il regista Ed Tremamondo, che tutti credono Budapest per lavoro. È totalmente inaffidabile ma facendo leva sull’amicizia di vecchia data lo convince a partire, lontano da Enikö e da Mel Gibson, per le riprese di un film che non decollerà mai. Non sa di essere caduto nella trappola invisibile di due vecchi consumati dall’odio reciproco: un sedicente conte con un diabolico passato da SS e un ex agente della CIA in cerca di vendetta, che lo costringeranno a condividere ogni genere, di orrore.”
e ancora
“Il protagonista di questo thriller potente e ambizioso si chiama Francesco Salvi, come l’autore, e come l’autore è architetto e attore televisivo. Ha però una caratteristica singolare: a causa della sindrome di cui soffre, è capace, in particolari circostanze, di percepire il Male imprigionato negli edifici. In una chiesa moldava, durante le riprese di un film, il Francesco Salvi personaggio letterario riconosce le tracce di un fosco delitto compiuto molti anni prima, e cerca di portare alla luce la verità. Ma non è l’unico a saperne qualcosa di troppo… Il primo thriller di Salvi gioca abilmente su due piani: la ricostruzione autobiografica dell’ambiente del cinema e dello spettacolo e la pura invenzione romanzesca, che alla fine prenderà il sopravvento. Dalle pagine di questa storia emerge così un nuovo aspetto della sfrenata creatività del suo autore, capace di appassionarci con la forza della trama e insieme di interpretare lo Zeitgeist, ovvero lo “spirito del tempo”.
Lascio passare un giorno. Arriva sabato, cioè ieri. Su un giornale il mio sguardo cade per caso su un articolo pubblicitario dedicato a una serie di orologi alla moda. “Lo spirito del tempo”. Mi viene in mente che c’è qualcuno che si mette in cerca dello spirito del tempo, per coglierne gli umori. Secondo me lo spirito del tempo è tutto qui, nelle coincidenze della vita e della scrittura che portano un comico a divenire un attore drammatico e a sfornare un giallo, che si tratti dello Zio Pino o di Vito Catozzo è uguale. C’è che il comico non può portare la maschera per sempre, anche perché chi fa ridere, spesso, ha una ferita nel cuore; gli piace avere attorno persone che si sganasciano, almeno per un minuto, coltivando l’illusione che esista la felicità.
Kurt Vonnegut – 14 racconti inediti
New York (Adnkronos). Nel prossimo autunno vedranno la luce 14 racconti inediti di Kurt Vonnegut (1922-2007), lo scrittore statunitense autore dei romanzi cult di fantascienza ”Mattatoio n.5” e ”Le sirene di Titano”. La raccolta postuma sara’ intitolata ”Look at the Birdie” (Guarda l’uccellino) e sara’ pubblicata negli Stati Uniti dalla casa Delacorte Press l’11 novembre, giorno esatto in cui ricorre il compleanno di Vonnegut. Sono in corso trattative per la traduzione degli inediti in sette lingue.
La pubblicazione dei racconti inediti coincidera’ con la riedizione da parte di Delacorte Press dei 15 principali romanzi di Kurt Vonnegut, da ”Ghiaccio-nove” a ”Galapagos”, che saranno proposti in edizioni speciali con illustrazioni originali realizzate dallo stesso scrittore e una prefazione di Sidney Offit, amico di lunga data dello scrittore scomparso e curatore del premio giornalistico ”George Polk”. Quella annunciata e’ la seconda raccolta postuma di brevi racconti di Vonnegut: nel 2008 e’ uscito il volume “Armageddon in Retrospect”, con testi non fantascientifici ma dedicati ai temi della pace e della guerra.
Un portavoce di Delacorte Press ha precisato che nel giro di tre anni tutta l’opera di Kurt Vonnegut sara’ nuovamente pubblicata e ci sara’ un’ulteriore sorpresa per i fans dell’autore: un’altra raccolta di inediti e’ in preparazione, dove compariranno testi vari dello scrittore, comprese sue numerose lettere. Delacorte Press ha annunciato, infine, anche l’acquisto di un manoscritto di Mark Vonnegut, figlio di Kurt, che fa seguito alla biografia del padre apparsa per la prima volta nel 1975.



















