“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Marco Goi


In-bilico-Storie-di-animali-terrestri-AAVV-Musicaos-Editore-Fablet01“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Marco Goi

Marco Goi, conosciuto anche con il nome di Cannibal Kid, è scrittore, giornalista e blogger. Ama i giochi di parole e le situazioni paradossali, è l’autore di “Sarah”.

Come hai scelto lʼidea per il racconto che è stato inserito nella raccolta?

«L’idea per il racconto mi è venuta una sera mentre mi trovavo in discoteca. Non so perché, o forse sarà perché avevo bevuto troppo, però allʼimprovviso mi è tornata in mente la vicenda dellʼomicidio di Sarah Scazzi, di cui in quei giorni si parlava tantissimo in tv, e ho cominciato a pensare di scrivere un racconto in proposito, rivivendo la storia attraverso il suo punto di vista. Ne è uscito un racconto che mischia realtà e fiction, ma in cui alla fine la fiction prevale.»

Che cosa significa per te la precarietà di Sarah?

«Nel mio racconto non si parla di una precarietà metaforica, o lavorativa. La protagonista si trova in bilico proprio tra la vita e la morte. Una condizione più precaria di così non riesco a immaginarla.»

Cosʼè per te la scrittura?

«Per me rappresenta il modo più efficace di comunicare ciò che provo, ciò che penso e ciò che sono.»

marco goi Marco Goi. Nato nel 1982, è laureato in Scienze della Comunicazione con tesi su Bret Easton Ellis, più un master conseguito alla IULM di Milano. Collaboratore per varie testate tra cui Oggialcinema, Wait! Magazine e LoLington Post, è anche lʼautore della raccolta di racconti “Lʼultima estate di Joan e altri racconti” e il creatore del sito di cinema e intrattenimento Pensieri Cannibali. Musica, serie tv e cinema sono le uniche droghe di cui ammette lʼuso, almeno pubblicamente.

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In bilico. Storie di animali terrestri

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17 Aprile 2015 – Lucugnano (LE) – “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, Elio Coriano, Stella Grande e Vito Aluisi a Palazzo Comi


17Aprile2015-ElioCoriano-Anudavoce-PalazzoComi

La Biblioteca Comi, con il Patrocinio del Comune di Tricase,
in collaborazione con la Libera Università Popolare Sud Salento Unito (LUPSSU)
Musicaos Editore

Venerdì 17 Aprile 2015
Ore 20.00

Lucugnano – Palazzo Comi

“A nuda voce. Canto per le tabacchine”
di Elio Coriano

con Elio Coriano (voce, testi),
Stella Grande (voce, canto),
Vito Aluisi (musica, canto)

saluto del Sindaco di Tricase: Ing. Antonio Coppola

Venerdì 17 Aprile 2015, alle ore 20.00, Palazzo Comi a Lucugnano, ospiterà “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, di Elio Coriano, con Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi. L’evento è a cura del Comune di Tricase, della Biblioteca Provinciale G. Comi, in collaborazione con la Libera Università Popolare Sud Salento Unito (LUPSSU) e Musicaos Editore. Interverrà il Sindaco di Tricase, ing. Antonio Coppola.

Lo spettacolo basato sulla raccolta di versi di Elio Coriano, pubblicata da Musicaos Editore, è dedicato alle sei tabacchine che morirono a causa dell’incendio scoppiato a Calimera, il 13 Giugno 1960, nella ditta Villani e Franzo. Sono proprio a loro, Luigia Bianco, Epifania Cucurachi, Lucia Di Donfrancesco, Assunta Pugliese, Lina Tommasi e Luigia Tommasi, che vengono ricordate con questo recital poetico musicale.

Un viaggio in un frammento di storia della nostra terra che rivive nella rievocazione di Elio Coriano. I versi ricordano la vita quotidiana, i pensieri, l’epoca del boom economico nel nostro paese, gli anni ‘60, ma anche la sofferenza, i soprusi, l’oppressione e, infine, la tragedia.

“Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli.” (dalla quarta di copertina). Questa raccolta inaugura la collana di poesia di Musicaos Editore.

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dall’introduzione al volume, di Ada Donno

“Il Salento era diventata una delle aree più altamente specializzate nella produzione e la prima lavorazione delle qualità di tabacco levantino, che Rosetta e le sue compagne avevano imparato a distinguere e a chiamare coi loro nomi impronunciabili che a loro suonavano come “santujaca”, “peristizza” e “zagovina”: le più chiare dalle più scure, le più larghe dalle più piccole, le più ruvide dalle più lisce. Le tabacchine erano manodopera indispensabile: prima di tutto perché la lavorazione delle foglie richiedeva le mani abili, leggere e veloci delle donne, meglio se in giovanissima età. Spesso erano quelle stesse mani che negli altri mesi dell’anno tessevano i propri corredi al telaio o ricamavano quelli commissionati dalle signore dei paesi.
E poi perché era manodopera docile, che si poteva pagare la metà degli uomini senza dovere spiegare perché, disposta a piegarsi ad ogni angheria pur di tenersi quel posto.
Molte delle compagne di lavoro di Rosetta provenivano dalle famiglie di coloni o di braccianti che producevano il tabacco nelle campagne attorno agli opifici. Con la loro fatica stagionale, precaria e frammentata, d’estate nelle campagne di raccolta e d’inverno negli opifici, le lavoratrici del tabacco integravano il reddito familiare.

Tale concezione integrativa, a giustificazione della bassa retribuzione femminile, era stata per secoli lo strumento di assoggettamento sociale, politico e culturale, nonché familiare, delle donne. Secondo un criterio indiscusso, infatti, alle donne veniva corrisposto per legge solo il compenso dello sforzo richiesto dal lavoro in fabbrica o in campagna. Il corrispettivo economico delle cure domestiche, invece, attività propria della donna per definizione e destino, veniva integrato nel salario dell’uomo capofamiglia, al quale soltanto spettava il mantenimento della donna e dei figli.

E caso mai non fosse bastata questa giustificazione, c’era l’altra più rozza e sbrigativa, comunemente accettata, dell’inferiorità della forza fisica femminile, del più basso livello d’istruzione e specializzazione e rendimento: in una parola, della naturale, ineliminabile inferiorità della donna.”

Ingresso libero.

Info:
http://www.musicaos.itinfo@musicaos.it

Novità in libreria: “Il secondo giorno. Kiss for my angel” il nuovo romanzo di Elisabetta Liguori


Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”

Elisabetta-Liguori-Il-secondo-giorno-Kiss-for-my-angel-musicaos-editoreLa giovane Gabriele vive a Roma, insieme ai suoi genitori, i coniugi Morris; Richard, originario dell’Oregon, poi trasferitosi a Manhattan e la moglie Elisabetta, “Liz”. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico e la ragazza, insieme alla sua migliore amica, Audrey, torna sui banchi della prestigiosa American Overseas School of Rome.

Sembrerebbe una vita tranquilla, quella di Gabriele, e lo è fino al giorno in cui una sua parente, l’unica rimasta in America, “Zia Pupeet”, muore, lasciandole in eredità un segreto incredibile. Inizia così un percorso pericoloso, diviso tra la Roma dei Papi e gli intrighi nelle stanze segrete del Vaticano, la sfavillante isola di Manhattan, e il Salento, terra di origine della madre di Gabriele. È così che la protagonista, oltre a conoscere il proprio segreto, scoprirà la forza che si cela nel coraggio e nei sentimenti degli amici che la circondano.

Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”, pagine 256, isbn 9788899315023, €18,00

Elisabetta-Liguori-photo-Rino-BianchoElisabetta Liguori è nata a Lecce nel 1968, dove vive e lavora, presso il tribunale per i minori. È laureata in giurisprudenza. Ha collaborato con la rivista “Nuovi Argomenti”, e per numerose altre riviste on line. Collabora con il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, alla pagina della cultura, con una particolare attenzione per la letteratura al femminile. “Il credito dell’imbianchino”, è il suo romanzo d’esordio, finalista al Premio Berto 2005 e al Premio Carver 2005. Il secondo romanzo è del 2007, “Il correttore”, edito da peQuod di Ancona. Del gennaio 2010 è il terzo romanzo, scritto a 4 mani con Rossano Astremo, “Tutto questo silenzio” (Besa Editrice). “La felicità del testimone” è il titolo del suo romanzo uscito nel 2012 per Manni editori. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulle riviste e in antologie tra le quali: “Mordi & fuggi” edito da Manni Editori, “Laboriosi Oroscopi” edito da Ediesse, “Il dizionario affettivo italiano” per Fandango editore, “È finita la controra” e “Sangu, racconti noir di Puglia” Manni editori 2011; “Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio” (Elliot, 2013), nell’ambito della quale ha trovato spazio la sua attenzione e l’interesse per i personaggi femminili. Ha preso parte a progetti culturali internazionali, curando la stesura dei testi musicali e teatrali. Da aprile 2013 è in libreria una sua favola per bambini sul tema delle adozioni, dal titolo “Kora, una storia a colori” (Lupo Editore) con illustrazioni di Carlos Arrojo.

Photo Courtesy: Rino Biancho
Copertina: Adriana Adamo, ADDASTUDIO.IT

Disponibile in formato cartaceo e ebook.

“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Annarita Pavone


In-bilico-Storie-di-animali-terrestri-AAVV-Musicaos-Editore-Fablet01“In bilico. Storie di animali terrestri”, gli autori si raccontano: Annarita Pavone

Annarita Pavone permea tutte le sue attività di creatività: il lavoro, il tempo libero, la vita stessa. Il suo racconto “La terrazza di asfalto” rappresenta uno spaccato su una storia contemporanea, una di quelle storie invisibili, perché non ne abbiamo percezione.

Come hai scelto lʼidea per il racconto che è stato inserito nella raccolta?

«L’idea è nata dopo una cena consumata a casa nostra a cui aveva preso parte il miglior amico di mio marito. È nata quindi in maniera molto familiare e piacevole. Unica nota dolente della serata le riflessioni di Gianluca, lʼamico appunto, che stava attraversando un periodo di grande disillusione e rassegnazione nei confronti della sua situazione lavorativa e del suo futuro. Lʼincertezza di fronte a tutto era quindi la parola predominante: di qui la sua idea ormai rassegnata alla partenza, all’abbandono (per la seconda volta, ma forse ora definitiva) dei suoi luoghi, dei suoi cari, degli amici, dell’Italia.»

Che cosa significa per te la precarietà del lavoro e della vita?

«Quello che mi colpiva delle riflessioni malinconiche di Gianluca in quella nostra cena era il concetto di dilatazione della sua precarietà. La mancanza di una condizione lavorativa stabile che gli consentisse un margine di autonomia, lo portava a esercitare una serie di limitazioni, condizionamenti anche quotidiani (la rinuncia a un’uscita di troppo, a un viaggio…) per cui era come se tutto intorno gli suggerisse che l’unica speranza per lui era nel rifare la valigia e andare lontano. La sua precarietà era persino sentimentale, perché quando ci si sente a un bivio così, è meglio non lasciarsi andare, meglio non coinvolgersi in altre storie ed evitare di restar delusi e di deludere. Analogamente il suo lavoro di educatore lo portava a scontrarsi con l’esistenza precaria di profughi ed extracomunitari in fuga da vite ancor più precarie di quella di Gianluca.»

Cosʼè per te la scrittura?

«È un pensiero quotidiano, un gioco in cui le parole, le immagini e la fantasia si sovrappongono e talvolta mi sorprendono; la definirei un “luogo”, uno spazio mentale in cui una parte viva e autentica di me opera. Talvolta diventa un atto concreto ed è una sfida, ma resta un’attività in cui appunto riesco a sentirmi davvero a mio agio e in certi casi a compiacermi. Quando da lettrice mi accorgo di provare delle sensazioni, allora rinnovo puntualmente la mia convinzione di quanto sia geniale la scrittura: la capacità di creare, inventare dei nuovi mondi, nuovi destini o semplicemente di saper raccontare la realtà, smuovendo i sensi.»

annarita pavoneAnnarita Pavone. Nata a Castellaneta (TA) nel 1976, si laurea in Lingue e Letterature Straniere con una tesi sulla “geometria” delle passioni nel romanzo contemporaneo inglese attraverso il pensiero di Michel Foucault e Remo Bodei. Vive e lavora a Bari in una Software House occupandosi della gestione informatizzata di servizi sociali. Suoi articoli, racconti, fumetti da lei sceneggiati sono apparsi su varie riviste. Sogna un futuro fatto ancora di carta e inchiostro, in cui poter investire molta più vita.

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In bilico. Storie di animali terrestri

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12 Aprile 2015 – Martina Franca (TA) – Alfredo Annicchiarico presenta “Dalla parte di Iago”


Alfredo-Annicchiarico-Dalla-parte-di-Iago-musicaos_ed-fronteLibreria STORIE IN CORSO
Martina Franca

presenta

Domenica 12 Aprile – Ore 18.30
Libreria “Storie in corso”
(Martina Franca, Corso Italia n. 36)

“Dalla parte di Iago”
di Alfredo Annicchiarico

dialoga con l’autore
Prof. ssa Maria Rosaria Chirulli

Domenica 12 Aprile 2015, alle ore 18.30, a Martina Franca (TA), presso la Libreria “Storie in corso” (Corso Italia, 36) , Alfredo Annicchiarico presenterà il suo nuovo romanzo “Dalla parte di Iago” (Musicaos Editore). In questo appuntamento, la professoressa Maria Rosaria Chirulli dialogherà con l’autore, giunto al suo quarto romanzo.

10 Aprile 2015 – Lecce – Elisabetta Liguori presenta “Il secondo giorno- Kiss for my angel”


Elisabetta-Liguori-Il-secondo-giorno-Kiss-for-my-angel-musicaos-editoreLibreria Mondadori – Lecce
Musicaos Editore

Venerdì 10 Aprile – Ore 18.00 -Libreria MONDADORI STORE
(Piazza Sant’Oronzo)

“Il secondo giorno – Kiss for my angel” di Elisabetta Liguori

presenta
Luciano Pagano

Venerdì 10 Aprile, alle ore 18.00, a Lecce, presso la Libreria Mondadori in piazza Sant’Oronzo, si terrà una nuova presentazione, la prima nel capoluogo salentino, del nuovo romanzo di Elisabetta Liguori, intitolato “Il secondo giorno – Kiss for my angel”, pubblicato da Musicaos Editore.

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La giovane Gabriele vive a Roma, insieme ai suoi genitori, i coniugi Morris; Richard, originario dell’Oregon, poi trasferitosi a Manhattan e la moglie Elisabetta, “Liz”. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico e la ragazza, insieme alla sua migliore amica, Audrey, torna sui banchi della prestigiosa American Overseas School of Rome.
Sembrerebbe una vita tranquilla, quella di Gabriele, e lo è fino al giorno in cui una sua parente, l’unica rimasta in America, “Zia Pupeet”, muore, lasciandole in eredità un segreto incredibile. Inizia così un percorso pericoloso, diviso tra la Roma dei Papi e gli intrighi nelle stanze segrete del Vaticano, la sfavillante isola di Manhattan, e il Salento, terra di origine della madre di Gabriele. È così che la protagonista, oltre a conoscere il proprio segreto, scoprirà la forza che si cela nel coraggio e nei sentimenti degli amici che la circondano.
Elisabetta Liguori è nata a Lecce nel 1968, dove vive e lavora, presso il tribunale per i minori. È laureata in giurisprudenza. Ha collaborato con la rivista “Nuovi Argomenti”, e per numerose altre riviste on line. Collabora con il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, alla pagina della cultura, con una particolare attenzione per la letteratura al femminile. “Il credito dell’imbianchino”, è il suo romanzo d’esordio, finalista al Premio Berto 2005 e al Premio Carver 2005. Il secondo romanzo è del 2007, “Il correttore”, edito da peQuod di Ancona. Del gennaio 2010 è il terzo romanzo, scritto a 4 mani con Rossano Astremo, “Tutto questo silenzio” (Besa Editrice). “La felicità del testimone” è il titolo del suo romanzo uscito nel 2012 per Manni editori. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulle riviste e in antologie tra le quali: “Mordi & fuggi” edito da Manni Editori, “Laboriosi Oroscopi” edito da Ediesse, “Il dizionario affettivo italiano” per Fandango editore, “È finita la controra” e “Sangu, racconti noir di Puglia” Manni editori 2011; “Nessuna più. Quaranta scrittori contro il femminicidio” (Elliot, 2013), nell’ambito della quale ha trovato spazio la sua attenzione e l’interesse per i personaggi femminili.  Ha preso parte a progetti culturali internazionali, curando la stesura dei testi musicali e teatrali. Da aprile 2013 è in libreria una sua favola per bambini sul tema delle adozioni, dal titolo “Kora, una storia a colori” (Lupo Editore) con illustrazioni di Carlos Arrojo.

Info
http://www.musicaos.it
info@musicaos.it

Il libro può essere richiesto in tutte le librerie o
acquistato in formato digitale, sugli store digitali.

versione cartacea
Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”, pagine 256, isbn 9788899315023, €18,00

versione digitale
Elisabetta Liguori – “Il secondo giorno. Kiss for my angel”,
isbn 9788899315078, €6,99

9 Aprile 2015 – Lecce – “Il profumo delle rose inglesi”. Anna Scarsella ospite di Icaro Book Store


anna-scarsella-il-profumo-delle-rose-inglesi-musicaos-ed-le-citrine01Icaro Book Store
Associazione Il Buon Lettore

GIOVEDÌ 9 APRILE 2015 – ORE 19.00

presso ICARO BOOK STORE (Via Cavallotti 7/a) a LECCE

si terrà la presentazione del romanzo

“IL PROFUMO DELLE ROSE INGLESI”

di Anna Scarsella.

Dialogherà con l’autrice Eliana Rossella dell’Associazione “Il buon lettore”

Giovedì 9 Aprile 2015, alle ore 19.00, presso la libreria ICARO BOOK STORE di Lecce (Via Cavallotti 7/a) si terrà la presentazione del romanzo d’esordio di Anna Scarsella, “Il profumo delle rose inglesi” (musicaos:ed), a cura dell’Associazione “Il buon lettore”. Eliana Rossella (Ass. Il buon lettore) dialogherà con l’autrice.

Così scrive Livio Romano, a proposito del romanzo, che prende spunto da luoghi del Salento innestandovi elementi forte suspense: “Chi è questa nuova investigatrice, a quale genere di viaggiatori all’interno del torbido inferno delle passioni umane appartiene la psicanalista Elise? È una donna affascinante e indipendente eppure così magnificamente femminile ed esposta agli smarrimenti d’ogni essere umano anche laddove ardisca a dipanare il ginepraio di bugie, oblii, verità traballanti dentro al quale suo malgrado s’è imbattuta.

Ha tutte le caratteristiche, Elise, insomma, perché i lettori se ne innamorino, ne fantastichino le fattezze, se la figurino all’azione in quello strenuo sforzo di dominare il personale timor panico e di lacerare la cortina di mistero che ha improvvisamente avvolto le sue giornate. In questo noir scritto con piglio sicuro e controllato,

Anna Scarsella ci sorprende per la ricchezza e la varietà della folla, cospirante e insieme disperatamente bisognosa di aiuto, la quale nugola attorno all’irresistibile protagonista. Tratteggiati con sapiente sottrazione, e proprio per questo assai vividi, agiscono inoltre i due uomini più importanti di Elise, uno molto vicino alla Nostra e l’altro, il dispensatore del profumo balsamico del titolo del romanzo, posto in una lontananza catartica. È facile già presagire la psicanalista e i suoi due angeli custodi alle prese con un nuovo sapido intrigo da sgarbugliare nella città immaginaria di Malecuti.”

Anna Scarsella, vive e lavora come insegnante di storia e filosofia in un liceo di Lecce, città nella quale è nata. È appassionata di storia contemporanea e psicologia. Ha tradotto e pubblicato per la casa editrice Milella di Lecce un saggio del filosofo scozzese Lord Kames dal titolo “Discorso Preliminare sull’Origine degli Uomini e delle Lingue”. “Il profumo delle rose inglesi” è il suo primo romanzo.

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