Edgar Borges


(foto di Alfon García)

Edgar Borges è nato a Caracas, in Venezuela, il 24 aprile del 1966. Risiede in Spagna dal 2007, nella sua opera la finzione è una forza inerente all’essere umano, capace di abbattere e costruire la realtà. Posti dinanzi alle circostanze, i suoi personaggi devono decidere se essere fiches in mano al destino o creatori di una nuova possibilità. La struttura della sua narrativa implode la realtà e la trasforma.

Edgar Borges ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti internazionali. È autore di romanzi e raccolte di note e articoli come “Chi ha ucciso mia madre?”, “La contemplazione”, “Cronache del bar”, “L’uomo non mediatico che leggeva Peter Handke”, “La ciclista delle soluzioni immaginarie”, “L’oblio di Bruno” e “La bambina dei salti”. Parte della sua opera è stata tradotta in italiano, inglese, francese e portoghese, e attualmente nuove traduzioni sono in corso di preparazione in serbo e polacco. Enrique Vila-Matas e Peter Handke sono tra gli scrittori che hanno seguito con interesse le sue opere. Gianfranco Pecchinenda, tra i primi studiosi e traduttori delle sue opere in italiano, sostiene che “Edgar Borges è uno dei narratori latinoamericani più importanti delle ultime generazioni”.

In Italia sono stati pubblicati, a oggi, due suoi romanzi, “La contemplazione” (2013) e “L’uomo non mediatico che leggeva Peter Handke” (2016), opere che hanno riscosso una buona ricezione da parte della critica.

Edgar Borges crea uno sfondo fantastico, quasi surreale, degno della miglior letteratura latinoamericana contemporanea”, Paolo De Luca, La Repubblica.

Edgar Borges propone al lettore un contratto di complicità che non si limita a ridelineare, ridefinire – e rinegoziare – i confini del verosimile volta per volta in ogni singola narrazione, ma che obbliga il lettore a partecipare al lavoro dell’autore, ad orientare continuamente la direzione che la storia prende, riempiendo vuoti, fissando significati, costruendo mondi.”, Adolfo Fattori, Agora Vox

Edgar Borges è erede di due filoni, quello del realismo magico ispano-americano e anche quello del gioco del labirinto”, Paola Gorla

Edgar Borges ci ricorda ancora una volta quanto stia mutando la condizione umana: è la realtà a essere debitrice alla letteratura, non viceversa” Sergio Brancato

La bambina dei salti” (2018 – La niña del salto, Ediciones Carena) giunge in Italia preceduto dalle grandi lodi della critica spagnola. È stato scritto che quest’opera è una metafora del desiderio di liberazione del corpo femminile, e il romanzo è stato anche interpretato come un’allegoria della morte dell’infanzia. “La bambina dei salti” è senza dubbio una delle opere letterarie più potenti che ci saranno lasciate dal presente.

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